<?xml version="1.0" encoding="iso-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Arese - Pagine di storia</title><link>http://www.aresestoria.com</link><description>Storia, arte e tradizioni di Arese come le raccontano i documenti</description><language>it</language><copyright>Marco Buroni</copyright><item><title>1741 Visita di don Giovanni Calco protonotaio apostolico</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=72</link><description>Venti anni dopo essere stata acquisita dalla pieve di Bollate, la parrocchia di Arese viene visitata dal protonotaio apostolico don Giovanni Calco in visita pastorale a tale pieve. 
Le sei pagine manoscritte – in latino – della relazione sono state trascritte integralmente e, come di consueto, presentate con la traduzione a fronte. Sono descritte con dovizia di particolari le chiese del territorio, ma leggendo tra le righe si possono cogliere anche indicazioni sulla situazione della comunità e sui suoi usi e costumi.</description></item><item><title>Gli Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=71</link><description>Otto secoli or sono una famiglia senza nome, se non quello del villaggio d’origine, lasciava Arese per trasferirsi a Milano. Qui avrebbe trovato onori, gloria e ricchezza costruendo un impero economico arrivato fino ai giorni nostri.

È la saga della famiglia Arese ripercorsa attraverso i suoi personaggi più rappresentativi e le realizzazioni più prestigiose, con riferimenti storici anche alla città che ha dato loro il nome – portato in tutto il mondo sempre con onore – e che sembra invece averli dimenticati.
</description></item><item><title>Baptismata (& Matrimonija) 1605-1661</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=70</link><description>I due primi libri parrocchiali, con la registrazione di battesimi e matrimoni, trascritti integralmente e analizzati con l’aiuto della statistica. Dalle loro pagine emergono dopo quattro secoli i personaggi, le usanze locali, lo sfarzo di nobili, signori e messeri, la miseria di contadini e diseredati, i drammi della carestia e della peste. Una pagina di storia immersa nel contesto della regione ma con protagonisti reali tratti dalla vita di tutti i giorni di un piccolo borgo del contado milanese.</description></item><item><title>La confisca dei beni ecclesiastici</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=69</link><description>Un documento minore della storiografia aresina, riprodotto integralmente soprattutto per la peculiarità del suo linguaggio, consente di mettere a fuoco gli avvenimenti di una breve parentesi storica che ha letteralmente rivoluzionato il mondo. Cambiano le idee, cambiano gli uomini e le politiche produttive ma, almeno per il momento, non cambiano le condizioni di vita degli strati più bassi della popolazione.</description></item><item><title>I Pallavicini ad Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=68</link><description>I secoli XV e XVI ci hanno fatto pervenire solamente pochi e succinti documenti riguardanti il piccolo borgo di Arese. Ciò nonostante la lettura di tali testimonianze offre un quadro sufficientemente esauriente della comunità che - tra guerre, calamità ed epidemie - non riusciva ad andare oltre le poche centinaia di individui e delle nobili e/o facoltose famiglie che con ogni probabilità vedevano in questo territorio reso fertile dai fontanili e nella sua relativa vicinanza al capoluogo del ducato (tale comunque da non rimanerne sopraffatto) la possibilità di far fruttare le proprie fortune. Tra queste famiglie i Pallavicini, la cui permanenza non fu però propriamente tranquilla.</description></item><item><title>1920 - Il comune è socialista</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=67</link><description>Una pagina di storia comunemente trascurata dagli storici locali perché assente dalle cronache a cui normalmente si è fatto riferimento. L’ascesa del Partito Socialista nel ventennio di inizio del XX secolo attraverso le pagine di un settimanale locale del tempo riscoperto quasi casualmente; una visione di parte che apre però uno spiraglio di luce su un periodo altrimenti ingiustamente dimenticato.</description></item><item><title>Don Antonini, primo parroco salesiano</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=66</link><description>Un decennio cruciale per lo sviluppo della cittadina alle porte di Milano, rivissuto attraverso le cronache parrocchiali. Il paese è cambiato e il racconto dal punto di vista esclusivo della comunità cristiana, per quanto possa risultare interessante, è palesemente limitato e necessita inevitabilmente di essere integrato in una visione più ampia che abbracci tutti gli aspetti della vita di una comunità sempre più numerosa e laicizzata che si è affrancata da quei riferimenti tradizionali che permeavano la società contadina.</description></item><item><title>Gli anni del “boom”</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=65</link><description>Arese esce dalla dimensione della piccola comunità di campagna e quasi all’improvviso si trova immerso nella realtà della fascia esterna della grande città. Insieme con la grande industria arrivano in massa nuovi abitanti, mutano i costumi e i riferimenti tradizionali entrano in crisi. L’intero paese si trasforma in un grande cantiere; i campi lasciano il posto alle nuove abitazioni e alle conseguenti infrastrutture. Su tutti emergono un parroco pavido ma energico che si comporta da imprenditore e un imprenditore che, eletto sindaco, impone dei criteri di sviluppo del paese che ne limitano lo scompaginamento. Sono gli anni decisivi per il futuro del paese.</description></item><item><title>Il secondo dopoguerra</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=64</link><description>La campagna milanese – e Arese non fa eccezione – esce dalla guerra devastata, ma grande è il desiderio di lasciarsi alle spalle la tragedia e di ricostruire, di dare una nuova e più soddisfacente dimensione alla propria vita. Lentamente il paese sta cambiando volto, ma ancora nessuno sembra rendersene conto: la campagna viene gradatamente abbandonata preferendo il più sicuro e remunerativo lavoro nell’industria; si affacciano timidamente il consumismo e l’immigrazione ma ancora non costituiscono un problema per la popolazione che assapora le novità con lo spirito antico e solidale di chi ha conosciuto la miseria. Figura di primo piano in questo periodo è ancora il parroco don Natale Fedeli che, raggiunti gli ottant’anni di età e i quaranta di apostolato, lascia però la comunità.</description></item><item><title>Lo Stato delle Anime dal 1815 al 1852</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=63</link><description>Ancora un libro parrocchiale trascritto integralmente per fotografare la popolazione di Arese nella prima metà dell’Ottocento. Tutte le famiglie (fuochi) con la loro composizione: quattromila nomi che, posti in un Data Base, consentono di monitorare la crescita della popolazione – raddoppiata di numero nel periodo considerato – e di effettuare statistiche e considerazioni sulle abitudini di vita. Si scoprono anche i numeri civici in un paese che contava allora, nel capoluogo, solo venticinque abitazioni. Infine il tentativo di tracciare l’albero genealogico di una delle più antiche famiglie aresine.</description></item><item><title>Registro dei battesimi seguiti nella parrocchia di Arese dall’anno 1885 al 1899</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=62</link><description>Arese e gli Aresini alla fine dell’Ottocento attraverso il libro parrocchiale dei battesimi dal 1885 al 1899. Più di 1500 nati e circa 3500 persone citate (praticamente l’intera popolazione che contava allora circa 1800 abitanti). La statistica, e la fantasia, ci aiutano a scoprire la composizione, le abitudini, le usanze e i costumi di una comunità agricola nel momento in cui stava per iniziare un grande processo di rinnovamento.</description></item><item><title>Vallera, Valera, Valeria, La Valera; Vallerani, Valeresi, Valeriani</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=61</link><description>Storie di valli, di pellegrini o di baluardi, di nomi che si alternano da oltre otto secoli. Questa “pagina” prende in considerazione, con ipotesi assolutamente originali, i nomi del borgo di Valera e dei suoi abitanti così come compaiono nei tanti documenti che ne raccontano la storia. Ci si augura anche di fare chiarezza su alcune riprovevoli tendenze dei nostri giorni.</description></item><item><title>Lo stemma comunale</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=60</link><description>La storia dello stemma comunale attraverso la documentazione d’archivio. Una vicenda travagliata che, dopo quasi un secolo, non ha ancora trovato la sua conclusione.</description></item><item><title>Arese in sintesi</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=59</link><description>Una breve sintesi per chi ha premura di conoscere Arese e la sua storia o per chi vuole scoprire il contenuto di questo sito. La struttura della pagina è simile a una presentazione con diapositive; i collegamenti ipertestuali rimandano solo alle pagine essenziali.</description></item><item><title>Le feste - Tradizione</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=58</link><description>Le feste, civili ma soprattutto religiose, nei paesi agricoli rappresentavano i rari momenti in cui l’intera popolazione poteva concedersi un meritato riposo. Logico quindi che venissero preparate con grande scrupolo ed entusiasmo e che siano oggi ricordate con altrettanto grande nostalgia.</description></item><item><title>L’autostrada da Milano ai Laghi</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=57</link><description>Una grande realizzazione, l’autostrada dei Laghi, tocca marginalmente ma significativamente anche il piccolo comune di Arese. L’opera non porta vantaggi di alcun genere, ma gli Aresini vedono quasi impercettibilmente mutare alcune loro abitudini secolari.</description></item><item><title>Negozi e attività commerciali - Tradizione</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=56</link><description>In assenza di documentazione, l’offerta commerciale del paese nel periodo tra le due guerre viene ricostruita in base alle testimonianze degli anziani: certamente una descrizione incompleta e a volte inesatta, ma accattivante. La popolazione, ancora non toccata dal consumismo, tendeva a soddisfare solamente le proprie esigenze primarie.</description></item><item><title>La vita di ogni giorno - Tradizione</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=55</link><description>La vita di un comune agricolo alle porte di Milano, nel periodo tra le due guerre, ricostruita attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quegli anni. Quattro gli elementi caratterizzanti del periodo: la povertà, la laboriosità, la serenità con cui i due primi venivano accettati e la solidarietà nel bisogno.</description></item><item><title>Tra due guerre</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=54</link><description>Il paese sta espandendosi e la società sta radicalmente mutando; si installa ad Arese l’Istituto Cesare Beccaria per il recupero dei Barabitt. Il fascismo arriva a "sedare" gli ultimi contrasti sociali: si prospettano vent’anni “di tranquillità e di sviluppo”. Il nuovo parroco don Natale Fedeli – e non solo lui – non può esprimersi liberamente e quindi è necessario leggere tra le righe della sua cronaca per capire la reale situazione di quegli anni.</description></item><item><title>L’ingresso nel Ventesimo secolo</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=53</link><description>Un trentennio di grandi trasformazioni, di progresso e di indigenza, di realizzazioni condivise e di profonde divisioni, di lotte sociali e di guerre. In tutto questo si inserisce un personaggio controverso, un parroco colto, fermamente anti-socialista, «burbero e rigido». Così Arese entra nel Ventesimo secolo.</description></item><item><title>Torrenti e fontanili, ricchezza del territorio</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=52</link><description>L’irrigazione per la campagna rappresenta la ricchezza e la sicurezza; in questo senso Arese con le sue acque è sempre stata ricca e ha sempre prodotto ricchezza. Il Ventesimo secolo ha cambiato drasticamente la vocazione della comunità e del territorio. Un intero capitale culturale e paesaggistico, costruitosi in almeno un millennio, è stato distrutto in meno di cinquanta anni. La storia ha il compito di tenerne vivo almeno il ricordo.</description></item><item><title>Gli Aresini: “quei di boeu”</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=51</link><description>Un breve aneddoto ci spiega il perché di un epiteto un tempo attribuito agli Aresini. Tradizione popolare o realtà storica, l’episodio offre lo spunto a un poeta dialettale per tracciare uno dei suoi simpatici bozzetti.</description></item><item><title>La trasformazione industriale e la nuova parrocchiale</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=50</link><description>L’Unità d’Italia, l’istruzione obbligatoria, la sanità, i mezzi di trasporto che collegano con Milano e il Legnanese, una popolazione quadruplicata: Arese si avvia al Ventesimo secolo con una società che sta cambiando in modo quasi impercettibile ma inarrestabile. In tanto fermento si stanno creando profonde divisioni, ma tutte le componenti sociali si trovano unite per realizzare un grandioso progetto: la nuova parrocchiale.</description></item><item><title>L’Età napoleonica e la Restaurazione</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=49</link><description>I fermenti rivoluzionari degli anni a cavallo fra Sette e Ottocento coinvolgono anche le piccole comunità agricole del circondario di Milano. La società cambia e si pongono le basi per quella che arriverà fin quasi ai giorni nostri.</description></item><item><title>La pieve di Bollate</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=48</link><description>Dal 1721 Arese ha fatto parte della pieve di Bollate. Anche se l’istituto delle pievi aveva perso di importanza rispetto a quando si trovava nella pieve di Trenno, si è ritenuto utile tracciare un succinto ma esauriente percorso storico della nuova pieve dalle sue origini, prima dell’anno mille, fino ai giorni nostri.</description></item><item><title>Una “belva feroce” nel Ducato Milanese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=47</link><description>Uno strano animale, il cui unico nome sensato rimane quello di “bestia” o “belva”, per due mesi getta nel panico il Ducato Milanese: dodici bambini sono assaliti e sbranati in località sempre diverse e lontane tra loro. Terrore, mistero, stregoneria, superstizione, impotenza, rassegnazione sono i sentimenti e le opinioni che si diffondono tra il popolo ignorante e che tengono in scacco le autorità. La cronaca di quei giorni fornisce un quadro molto esauriente della società del tempo.</description></item><item><title>Sant’Anna, l’oratorio conteso</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=46</link><description>Una vicenda di fine Settecento che coinvolge un sacerdote ben determinato a far valere i suoi diritti su una proprietà qui acquistata, contro le pretese di una confraternita religiosa. L’oggetto del contendere un vecchio oratorio campestre semidiroccato. Una sentenza sorprendente che la dice lunga su come in quei tempi si amministrava la giustizia.</description></item><item><title>Il catasto Teresiano (e altre storie)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=45</link><description>Una descrizione molto accurata, essendo derivata da documenti compilati a fini fiscali, del territorio e della sua gente in quasi un secolo (il Settecento) di dominazione austriaca. Questa pagina di storia si integra con quella dello stesso periodo dedicata alla comunità parrocchiale, restituendo l’immagine viva dell’Arese di quel tempo.</description></item><item><title>Una parrocchia nelle “ristrettezze”</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=44</link><description>Il Settecento della comunità parrocchiale e dei suoi luoghi di culto. Si integra con tutto quanto, attraverso la capillare burocrazia asburgica, ci viene dai documenti dell'autorità civile – di cui ci si occupa con un’altra pagina – dandoci un quadro il più completo della vita che a quei tempi si conduceva ad Arese. Tempi duri; anche la chiesa parrocchiale si era "ristretta".</description></item><item><title>Il primo secolo della parrocchia</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=43</link><description>Un secolo di storia ripercorso attraverso documenti laici e religiosi (i più numerosi giunti fino a noi dal passato). Veniamo così a conoscenza dello stato della comunità e delle sue chiese, dei nomi dei nobili e meno nobili proprietari terrieri e dei sacerdoti che si sono avvicendati alla guida della parrocchia.</description></item><item><title>La pieve di Trenno</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=42</link><description>Pieve: nel Medioevo, nell’Italia settentrionale, chiesa rurale inserita in una circoscrizione ecclesiastica minore, da cui dipendevano altre chiese e cappelle, successivamente sostituita dalla parrocchia. È la definizione del significato della parola e lo specchio del cammino di Arese dal primo apparire nella storia al momento in cui la sua chiesa è stata eretta a parrocchia.</description></item><item><title>Il cristianesimo nella campagna milanese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=41</link><description>Una pagina di storia di Arese in cui di Arese non si parla. È però essenziale per capire come, con ogni probabilità, si sia formato nella comunità quel sentimento religioso che tanta importanza ha assunto negli anni successivi della sua storia e che l’ha accompagnata fino ai giorni nostri.</description></item><item><title>Arexio, in quel tempo... (1188)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=40</link><description>Un atto di vendita di una proprietà costituita da circa centocinquanta appezzamenti distribuiti nel territorio di Arese e Bollate. Niente di molto interessante se non fosse che è stato stilato quasi un millennio fa e che contiene una grande quantità di informazioni fondamentali per conoscere la storia cittadina.</description></item><item><title>I strad del me paes (poesia dialettale)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=39</link><description>Le strade di Arese descritte con un tono misto di ironia e benevolenza da un poeta vernacolare locale che non si è firmato. Nel 1965, data della pubblicazione della poesia, era iniziato da pochi anni il rinnovamento delle strade del paese con la sostituzione della vecchia “risada” e della ghiaia con il manto d’asfalto e già si presentavano i primi problemi. Composta in base ai ricordi ancora freschi, sembra quasi voler fermare il tempo.</description></item><item><title>Stato delle Anime (1815 - 1839)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=38</link><description>Un libro parrocchiale (lo stato delle anime dal 1815 al 1839) ricopiato integralmente e trasferito in un data base per l’elaborazione e comparazione dei dati. Si sono limitate all’essenziale le considerazioni (che vale comunque la pena di conoscere) in attesa di integrare i dati con quelli che deriveranno dal libro immediatamente successivo che completa un ciclo (fino al 1852). Si stava formando in quegli anni la comunità arrivata poi fino agli anni Sessanta del secolo scorso quando un nuovo evento eccezionale (l’arrivo dell’Alfa Romeo) produsse un radicale cambiamento della società.</description></item><item><title>Il libro dello Stato d’Anime</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=37</link><description>Un libro parrocchiale di inizio Novecento fitto di nomi e ricco di informazioni. Il testo è stato ricopiato integralmente e poi trasferito in un Data Base che dall’elaborazione e la comparazione dei dati consente di estrarre numerose indicazioni: la società, le abitazioni, le attività, le famiglie, i cognomi, i nomi, i soprannomi, alcune abitudini e tendenze e altro ancora se rapportato ai libri di altri periodi.</description></item><item><title>Desolina Nava: l’intervista</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=36</link><description>Una lunga intervista a un’arzilla vecchietta alla vigilia dei cent’anni. Ricordi di un secolo raccontati con naturalezza, partecipazione e dovizia di particolari; ricordi vivi perché non alterati dalla consuetudine dato che Desolina Nava è stata lontana da Arese per più di cinquant’anni. I fatti raccontati sono stati più volte confrontati con i documenti di quel periodo, riscontrando sempre un accordo assoluto. Una testimonianza eccezionale su un periodo ormai dimenticato.</description></item><item><title>Federico Borromeo ad Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=35</link><description>In ottemperanza dei dettami del concilio di Trento (1545-1563) il cardinale Federico Borromeo visita le pievi della sua diocesi. Arese, divenuta parrocchia, viene raggiunta per la prima volta dal suo arcivescovo. È una visita accurata e le disposizioni emanate dal cardinale tendono a far sì che diventi, nel più breve tempo possibile, degna del suo nuovo ruolo. Una fonte preziosa anche per conoscere gli usi e costumi della comunità all’inizio del Diciassettesimo secolo.</description></item><item><title>Schegge di memoria</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=34</link><description>Sono passati quasi sessant’anni da quando un ragazzino curioso si soffermava a scrutare il cielo per vedere l’allucinante spettacolo di luci dei bombardamenti e da quando, sommerso tra la folla, ha potuto assistere a una delle pagine più raccapriccianti della storia italiana moderna. Teresio Gornati decide di mettere sulla carta i propri ricordi della seconda Guerra Mondiale perché nessuno possa dimenticare, ma la morte lo raggiunge prima di poter vedere pubblicato il suo lavoro.</description></item><item><title>1185. Cessione di privilegi relativi ad Arese e altri luoghi</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=33</link><description>Correva l’anno 1185; gran parte delle terre era di proprietà di chiese e monasteri sotto l’occhio vigile della curia che ne stabiliva la disponibilità e la possibilità di trarne benefici. Con un atto notarile la badessa del monastero di Dateo a Milano cede ai canonici di Rho le decime che si ricavano dai terreni posti a Rho, Mazzo, Terrazzano, Cerchiate, Figino e Arese. È il più antico documento finora rinvenuto in cui viene nominata la nostra città.</description></item><item><title>Lilia Ferrari - La ricerca della verità storica</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=32</link><description>Nel corso della seconda Guerra Mondiale Lilia Ferrari, una giovane impiegata comunale residente a Rho, viene barbaramente assassinata ad Arese in circostanze enigmatiche. Spia dei fascisti, testimone scomoda di qualche nefandezza, vittima di un errore o di una tragica fatalità? Lo storico rhodense Piero Airaghi, alla ricerca della verità storica, in un’appassionata e documentatissima difesa della memoria della ragazza cerca di far luce sulla vicenda.</description></item><item><title>Dòpo des ann (poesia dialettale)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=31</link><description>Nel 1965 Carlo Bonsignori, organista storico della chiesa parrocchiale, diventa il factotum (promotore, organizzatore, preparatore musicale, accompagnatore...) del Giglio d’oro, versione “casereccia” dello Zecchino d’oro (festival musicale della canzone per bambini nato nel 1959). Arese si ritrova improvvisamente diversa: con i figli che si esibiscono sul palco, Aresini vecchi e nuovi si scoprono “nuova comunità”, meno isolata e sempre più inserita nel contesto nazionale.
Una bosinata celebra i fasti della manifestazione in occasione della decima (e ultima) edizione.
</description></item><item><title>1747. Visita del cardinale Pozzobonelli</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=30</link><description>Nel 1747 l’arcivescovo di Milano il cardinale Giuseppe Pozzobonelli in visita alla pieve di Bollate giunge anche ad Arese che di tale pieve fa parte da circa un quarto di secolo. La sua ispezione alle chiese e al patrimonio della parrocchia e molto minuziosa e tutto viene puntualmente registrato.
Con l’ausilio della traduzione a fronte, possiamo così integrare ed espandere tutte le informazioni di carattere civile e fiscale contenute nel catasto Teresiano effettuato praticamente negli stessi anni.
</description></item><item><title>Come eravamo – Il ’68 e dintorni</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=29</link><description>Come hanno vissuto i giovani di Arese – ancora una piccola realtà della provincia di Milano – gli anni della contestazione giovanile che hanno cambiato il mondo? Lo racconta un testimone in prima persona, da giovane, di quel periodo. 
In contrapposizione vengono riportate alcune brevi note sull’argomento scritte in quegli anni dagli educatori, in particolare dai parroci che ancora rappresentavano il riferimento principale per la comunità. Sorprendente!!</description></item><item><title>Arriva il progresso</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=28</link><description>Nell’Ottocento, il secolo che scopriva il movimento, anche Arese venne toccata sia pur marginalmente dalle nuove macchine che consentivano di accorciare le distanze. Le linee ferroviarie più vicine fermavano una a Rho e l’altra a Bollate (Castellazzo); fu invece soprattutto una piccola linea tranviaria – dapprima a cavalli e poi con motrice a vapore – che con una fermata a Torretta consentì anche agli Aresini di uscire dalla campagna per recarsi a lavorare in città.</description></item><item><title>Tre Aresini famosi</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=27</link><description>Tre Aresini nati nei primi anni dello scorso secolo, tre personaggi assolutamente differenti ma tutti destinati ad avere un rilevante successo nella loro attività: un corridore ciclista che primeggia in un Giro d’Italia, un sacerdote che compie opere grandiose, un cantante che rivaleggia con le grandi star della musica leggera italiana del dopoguerra. Per tutti un destino comune: l’essere praticamente dimenticati dai loro compaesani.</description></item><item><title>Al dottor Fiorentini (poesia dialettale)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=26</link><description>Un ritratto in versi, composto dal “bosìn d ‘Res”, del farmacista di Arese – allora uno dei “notabili” del paese – che nel 1971 lasciava la comunità per trasferirsi a Milano. Lo schizzo poetico ha saputo cogliere sia la fisionomia sia la personalità del protagonista: meglio di un ritratto fotografico!</description></item><item><title>1692. Visita pastorale di don Paolo Cisnuscolo</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=25</link><description>Nel 1692 è l’Illustrissimo e Reverendissimo (in realtà un personaggio minore) don Paolo Cisnuscolo a visitare la pieve di Trenno, quindi anche Arese. Le sue “disposizioni” per le chiese visitate occupano poche righe: per la prima volta è citato l’oratorio di Sant’Anna e, quel che più conta, i tesorieri risultano in debito di qualche decina di lire.</description></item><item><title>1936 – I telefoni di Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=24</link><description>Un elenco telefonico “generale” (di tutta Italia) del 1936 in perfetto stato di conservazione! Una ghiotta curiosità che il signor Dario Salina ci ha cortesemente messo a disposizione e dal quale abbiamo tratto tutte le informazioni che riguardavano la nostra città: non molte, ma di certo storicamente interessanti.</description></item><item><title>Alimentazione e igiene nel primo dopoguerra</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=23</link><description>Uno studio, pubblicato nel 1920, sulle condizioni di vita nella campagna milanese negli anni a cavallo del primo conflitto mondiale mostra sorprendenti analogie con una testimonianza diretta di una Aresina che quegli anni aveva vissuto in prima persona. Una conferma significativa e la possibilità di avvicinarsi con maggiori conoscenze a uno stile di vita ormai dimenticato e, probabilmente a torto, rimpianto da molti.</description></item><item><title>Le strade dell’800</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=22</link><description>Una minuziosa descrizione dell’intero sistema viabilistico dei comuni – nel frattempo unificati – di Arese e Valera del XIX secolo, dalla «Strada Dipartimentale detta Varesina» ai viottoli di campagna. Nel secolo che scopriva il movimento le strade ricoprivano un ruolo fondamentale: come erano costruite e quali manutenzioni richiedevano? Quali norme ne regolavano il "traffico"?</description></item><item><title>Dala mia finestra (poesia dialettale)</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=21</link><description>L’Arese contadina, dai grandi spazi aperti, nei ricordi di un’anziana signora. Una poesia vernacolare, nel dialetto locale, senza pretese ma con tanto sentimento e tanta, tanta nostalgia.</description></item><item><title>Arese nel 530 d.C.; è possibile?</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=20</link><description>Nel 1530 un parroco di campagna (Villapizzone) descrive l’origine della sua parrocchia sulla base di quanto trovato scritto su un documento antichissimo, andato distrutto venti anni prima durante un assedio, e quindi riportato a memoria. Vi si parlava anche di Arese e dei suoi boschi nell’anno 530.</description></item><item><title>Immagini votive e devozionali: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=19</link><description>Croci, affreschi, edicole votive, semplici quadretti, statue, monumenti, immagini lasciate alla vista dei passanti che invitano a momenti di riflessione e di preghiera. In passato erano manufatti senza grandi ambizioni artistiche realizzati con materiali poveri, al presente si realizzano opere di maggior prestigio, ma ieri come oggi rappresentano testimonianze tangibili della devozione della comunità che le ospita.</description></item><item><title>Cappelle private di uso pubblico del XX secolo</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=18</link><description>Non solo chiese tra i luoghi di culto. Presso strutture private (asili, casa di riposo, ecc.) si possono trovare alcune cappelle che, almeno in qualche circostanza, vengono aperte anche al pubblico. Si tratta a volte di piccoli gioielli semisconosciuti dove si coniugano devozione, arte e storia.</description></item><item><title>L’oratorio di San Carlo e dell’Immacolata: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=17</link><description>In una società ormai profondamente mutata, il proprietario terriero Antonio Gallazzi concretizza nel 1938 l’ambizione che nel secolo precedente era stata comune alla nuova borghesia: una cappella privata nella propria villa o nel parco a essa adiacente. Per un equivoco la cappella viene identificata erroneamente con l’antico oratorio di Sant’Anna, risalente al XVII secolo, che si trovava nelle vicinanze.</description></item><item><title>Cappelle cimiteriali: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=16</link><description>Non è certamente usuale che nella descrizione storico-artistica di una località ci si occupi anche delle cappelle cimiteriali. Ciò nonostante anche tali luoghi di culto fanno parte della tradizione e della devozione di una comunità e, spulciando attentamente negli archivi, a volte si possono trovare – come nel nostro caso – anche informazioni molto interessanti sulle quali merita di soffermarsi per tramandarle.</description></item><item><title>La chiesa Maria Aiuto dei Cristiani: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=15</link><description>Chiesa moderna (1982), nata per soddisfare le esigenze di una popolazione che, in seguito alla industrializzazione del territorio, nel volgere di pochi decenni andava quasi decuplicandosi. Si caratterizza per la linearità delle forme e per la razionalità degli spazi che consentono l’accoglienza di un gran numero di fedeli. L’essenzialità dell’arredamento non preclude lo spazio a opere di elevato valore artistico.</description></item><item><title>La chiesa dell’Annunciazione della B. V. e di San Luigi Gonzaga: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=14</link><description>Nella frazione della Torretta, al confine con il comune di Bollate, risiede la più piccola comunità aresina. Distante più di un chilometro dal centro, si è sempre avvertita la necessità che vi fosse una chiesa dove celebrare almeno in occasioni particolari, ma, per ragioni diverse, i Torrettiani hanno sempre dovuto accontentarsi di un piccolo, e spesso mal tenuto, edificio che nei secoli ha mutato più volte ubicazione e dedicazione. Una storia complessa e intrigante che conferisce alla chiesetta attuale un fascino particolare.</description></item><item><title>La chiesa di San Bernardino da Siena: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=13</link><description>È la chiesa più antica di Arese ancora officiata. La sua origine si perde nel tempo, ma la sua bellezza deriva dalla cura che vi hanno prestato le famiglie succedutesi per cinque secoli nella proprietà della frazione di Valera. Più volte ampliata e rimaneggiata, conserva tuttavia il fascino e il raccoglimento del piccolo oratorio della campagna milanese. Tra i ricchi arredi si segnalano soprattutto le due grandi tele cinque-seicentesche la cui attribuzione è ancora oggetto di discussione tra gli esperti d’arte.</description></item><item><title>La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: storia e arte</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=12</link><description>Relativamente recente (1882), la chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo per gli Aresini ha rappresentato contemporaneamente la continuazione del passato e l’aspirazione per un futuro migliore da realizzare insieme tra padroni e contadini. L’armonia durò poco, ma lo spirito rimase tale per molti anni consentendo alla chiesa di completarsi, abbellirsi e arricchirsi con il contributo di tutta la popolazione. Rimane una fotografia della comunità rurale di inizio del secolo scorso; le nuove culture importate non vi hanno ancora lasciato un'impronta riconoscibile. </description></item><item><title>Chiese, oratori e cappelle scomparsi (o quasi) di cui si conserva memoria</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=11</link><description>Per testimoniare e vivere la propria devozione, nella sua storia quasi millenaria la pur piccola comunità di Arese si è dotata di numerosi luoghi di culto (chiese, oratori, cappelle, ecc.). Molti di questi sono stati nel tempo abbandonati e spesso dimenticati. Qui vengono presi in considerazione tutti quelli scomparsi per i quali sia rimasta una sia pur piccola documentazione storica. La data finale del periodo considerato può destare perplessità, ma cappelle e oratori scompaiono anche oggi e senza che nessuno, o quasi, se ne accorga.</description></item><item><title>Arese: il toponimo</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=9</link><description>Arexio, Arezio, Aresium, Rè (sic!), Arese; il problema del toponimo. Dopo una scrupolosa disamina di quanto fino a ora pubblicato sull’argomento, vengono formulate nuove proposte altrettanto plausibili. Un’ipotesi su tutte: Arese villaggio di origine celtica, in posizione soprelevata (o simile).</description></item><item><title>Alfa Romeo: dal Portello ad Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=8</link><description>La prestigiosa industria automobilistica Alfa Romeo trasferisce qui dal Portello gli impianti di produzione; da borgo agricolo Arese si apprestava a diventare una città industrializzata. Programmi, progetti, illusioni, difficoltà e problemi irrisolti dei dieci anni che hanno sconvolto la vita di Arese, nei documenti dell’epoca.</description></item><item><title>Le cascine</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=7</link><description>Storia e curiosità di tutte le “cascine” del territorio conosciute, dal 1605 a oggi. Le “cascine” sono abitazioni agricole autosufficienti e isolate in aperta campagna; non vanno quindi confuse con le “corti” che generalmente costituiscono i centri storici delle località lombarde. Integrano il pezzo una testimonianza di prima mano sulla vita nella cascina e una descrizione di un itinerario alla scoperta delle cascine rimaste.</description></item><item><title>Il teatro ad Arese</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=6</link><description>Una succinta ma esauriente storia del teatro locale dalle prime rappresentazioni degli anni '30 a oggi. Rassegna delle compagnie teatrali degli ultimi quaranta anni.</description></item><item><title>1608. Permuta dei terreni “la Campagna”   e “la Calderera”</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=5</link><description>Traduzione integrale degli atti preliminari per la permuta dei terreni “la Campagna”, di Terrazzano, e “la Calderera” nell’anno 1608; i contraenti sono il parroco di Arese don Carlo Antonio Torriani e il proprietario terriero Geronimo Riva di Terrazzano. Il documento è redatto parte in latino e parte in un italiano arcaico con influenze dialettali.</description></item><item><title>La bosinata: Torretta 1879</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=4</link><description>Una breve ma graziosa poesia dialettale sulla stazione del tram a vapore di Torretta nel 1879. Recensione del libro “Guida ballografo-umoristica di tanti sit che se ved e passa via stand in tranvaj da Milan a Saronn, Mozzaa e Tradaa”</description></item><item><title>Quando Arese non c'era - Archeologia locale</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=3</link><description>Le testimonianze della storia più antica. Insediamenti celti nei dintorni di Arese e la necropoli di Terrazzano.</description></item><item><title>Quando Arese non c'era - I primi abitatori</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=2</link><description>I popoli che hanno abitato la Lombardia dalla preistoria al primo millennio e il loro rapporto con l’ambiente e le popolazioni vicine. Ipotesi sui primi insediamenti locali.</description></item><item><title>Quando Arese non c'era - La paleogeografia</title><link>http://www.aresestoria.com/pagine/detail.asp?id=1</link><description>La paleogeografia del territorio dalla nascita della terra fino alla comparsa dell'uomo e la stratigrafia fino a una profondità di 4500 metri.</description></item></channel></rss>
